Questo giusto per sfruttare gli ultimi minuti di ADSL in ufficio a Modena. Test grabbato da Polaroid
A suivre

un giornaliero, per favore - quest'appartamento è come l'Overlook Hotel - ciao, ho letto il tuo annuncio in università - da quanto tempo sei qua a Milano? Da troppo tempo - "Milano non è la verità" - la segreteria chiude alle 11 e 30 - quello del progettista non è un lavoro come gli altri, il progettista-designer vive da progettista, si veste da progettista, ama da progettista (inquietante...) - Una margherita e mezza di naturale, per favore - progettare artefatti digitali - i biglietti ce li ha il tabaccaio - i biglietti ce li ha il giornalaio (e insomma, decidetevi) - apriamo una birra? - i documenti dell'università di provenienza ce li ha con sè? - dài, si fa su un gruppone e andiamo a vedere tutti i Queens of the Stone Age - conosci qualcosa di simile ad Audiogalaxy? - mmm...il vino ha una punta d'acido - non è un problema.
cazzo, quel che vuoi, si fa presto a dire scrivi quello che vuoi... boh, sono in casa col capo del blog, prima era la mia casa, adesso è diventata la ns casa. Non pensavo alle conseguenze quando ho invitato il sig. 101ism qua a Milano. Col senno di poi (quale senno?) sono contento. 1) ho qualcuno che bada alla mia persona e può evitarmi spiacevoli incidenti casalinghi, che come dicono le statistiche sono la causa maggiore di decesso 2) non è solo un assistente sociale, ma una persona che sa quel che dice, e per questo si limita, al contrario del sottoscritto. fine dell'incensazione. anche se è il suo sito (ok, lo so che si chimano blog, ma fino a 2 sabati fa non lo sapevo e cercavo solo una foto dello studente cinese che ferma il carro armato e invece ho trovato un coinquilino e penso un amico).

Giorni lunghi, passati in fretta , quelli di quest'ultima settimana lontano da tutto ciò che mi apparteneva e mi rappresentava. Lontano dal lavoro, dal web (l'assenza di post ne è evidente segno), dagli amici di Modena. Dovrei tenere segno e nota dei cambiamenti, dei momenti esatti in cui tutto succede e quasi non te ne accorgi, perchè te ne rendi conto solo col fluire del tempo, perchè l' hic et nunc ti assorbe completamente. Esempio illuminante, quanto è successo mercoledì scorso. Arrivo a Milano alle 9 di mattina, pratiche burocratiche tra segreterie varie, documenti da firmare, le prime lezioni. Respirare aria nuova che però in qualche modo sa di già vissuto e trascorso. Le strade e i muri di Milano coperti dai graffiti. L'arrivo in prima serata a casa di Alberto, che non potrò mai ringraziare abbastanza. E dopo un paio di birre e un bicchiere di ottima bonarda ascoltando i cd di una punk/rock band coreana (??) in viaggio a Reggio Emilia per il concerto dei Giardini di Mirò. Tu conosci Jukka, vero? Sì, lo conosco. Anche un mio amico (ehilà, Mr. Slacker!) lo conosce, stasera suonano alla festa de L'Unità a Reggio. Sì. Andiamo?
Siamo andati. L'effetto straniante è stato incredibile. Le facce degli amici modenesi che mi credevano a Milano e invece mi vedono lì, sotto al tendone del concerto, ancora di più. Domani si riprende, in full immersion e full effect.
Senza scordare la serata gentilmente offerta dalla redazione di Polaroid al Reset, tra sessantottarde in attesa delle performance di Timo Maas (ma che aveva poi da sghignazzare e scuotere la testa?), ragazzine trendy e punkettoni che cercano di assorbire l'inchiostro del timbrino-pass dalla pelle della mia mano. E la Bologna dall'alto, con tanto di pipistrello, gruppi indie sconosciuti e le ultime lacrime di una bottiglia di grappa fatta in casa. La Bologna con le vignette di Pazienza attaccate alla porta, della Laura che proverà a fare l'architetto, oppure l'ingegnere, e vedendo gli ottimi risultati, se proprio va male, anche la grafica, delle "parole in libertà", sconnesse e decontestualizzate. Ma che importanza ha?
Adesso si ricomincia davvero. Sarà stupido, ma mi viene proprio da ridere. Ahahah.
Evvabbè. Anch'io cado (per una volta mi sia concesso) nella catena di S.Antonio dei test:
What obscure band are you?